Storia della Festa

Storia della Festa

Storia della Festa

Apertura dello stipo di S. Domenica: fino a pochi decenni fa le tre chiavi dello stipo di Santa Domenica erano conservate rispettivamente dall’Arciprete, dal Sindaco e dal Vice-Presidente del Comitato Festa Patronale.

Leggenda dell’apparizione di Santa Domenica. La sensibilità popolare scorranese, spesso nutrita, di fantasia, di tendenza al mito, di religiosità, a volte anche di paure, si è appropriata dell’evento dell’apparizione sulle mura di Santa Domenica per liberare il paese dal flagello della peste e ne ha fatto un punto di riferimento essenziale per l’immaginario religioso collettivo. La Santa di Tropea, sconosciuta fino a quel momento (anno 1600) agli Scorranesi, perché era loro nota col nome di Ciriaca, durante un’epidemia di peste che stava decimando la popolazione, appare in sogno ad un’anziana donna sulle mura della città, su Porta Terra, e le comunica che, spontaneamente, ha deciso di diventare la protettrice di Scorrano. Come segno di questa Sua benevolenza nei confronti degli Scorranesi, avrebbe liberato il paese dalla peste. All’anziana donna la Santa chiese di comunicare questo sogno all’arciprete e, come testimonianza della veridicità di questa Sua volontà, predisse che gli ammalati colpiti dal morbo sarebbero stati salvati e, una volta guariti, avrebbero dovuto far conoscere questo evento straordinario al resto del paese, accendendo delle lampade ad olio sulle finestre, come segno dell’avvenuta guarigione. In poco tempo tutto il paese brillò di luci sulle finestre e la peste fu debellata. Da allora, tutti gli anni, durante il novenario in preparazione alla festa di Santa Domenica, gli Scorranesi, per riconoscenza verso la loro Protettrice, accendono delle lucerne sulle finestre in ricordo di quel miracoloso episodio (con l’avvento della luce elettrica le lucerne sono state sostituite da lampadine).

Ma esistono altre leggende e racconti, entrati a far parte della cultura popolare scorranese. La Casa di Santa Domenica, per esempio, che indica una delle due antiche torri poste ai lati della Porta Terra ed oggi crollate.

Ancora, la leggenda del Piede di Santa Domenica. Dopo che la Santa era stata proclamata protettrice principale di Scorrano, nel paese i miracoli si erano moltiplicati con grande soddisfazione dei devoti. I Magliesi, invidiosi di questo, decisero di cambiare protettore e chiesero agli Scorranesi il simulacro di Santa Domenica. Costoro acconsentirono; ma durante il tragitto da Scorrano a Maglie – che nei secoli passati si raggiungeva attraverso la attuale via vecchia ‘e Majie (antica via per Maglie e per Botrugno) – la statua della Santa cominciò a farsi sempre più pesante e, quando era in prossimità del confine tra i due paesi, piantò i piedi per terra e non si mosse più. A quel punto i Magliesi, scoraggiati, si convinsero che la Santa non voleva abbandonare Scorrano e riportarono indietro la statua mentre gli Scorranesi, che per un momento avevano mostrato debolezza nell’attaccamento alla loro patrona, la serrarono nello stipo e non la fecero uscire più. Dopo che fu invertito il percorso, tutti i presenti si accorsero che, su uno spuntone di roccia affiorante sulla strada, era rimasta visibile l’impronta del piede della Santa.

Malattia: quando uno scorranese era gravemente ammalato, uno dei leoni antichi, appartenenti alla statua di Santa Domenica, che si espongono in chiesa sull’altare maggiore per tutta la novena, era portato nella casa del moribondo per intercedere con la Santa per la sua guarigione.

Processione: il percorso tradizionale comprendeva, anticamente, le più significative strade del centro urbano poste entro le mura. In seguito, sono state incluse le nuove vie ed i luoghi più rappresentativi come, attualmente, l’Ospedale “I. Veris Delli Ponti”.

Offerte: durante la Processione, il percorso viene spesso interrotto dai devoti ammalati o impediti a partecipare al rito religioso i quali offrono pubblicamente alla Santa delle cospicue somme in denaro che, fino a qualche anno addietro, venivano fissate su nastri appesi alla statua della Santa e raccolte dal Presidente del Comitato Festa come contributo ai festeggiamenti prima che il simulacro entrasse in chiesa. Un’antichissima regola non scritta ma a tutti nota e sempre praticata. Le offerte dei fedeli raccolte in chiesa ad ogni apertura dello stipo di Santa Domenica, toccavano al parroco, che spesso le devolveva al Comitato Festa. Oggigiorno, ogni domenica, un gruppo di volontari del Comitato Festa raccoglie (con le cassette) le offerte, passando ” casa per casa”, per tutte le vie del paese.

Fuochi: ogni tratto del percorso della processione era sottolineato dallo sparo di mortaretti o da fiaccole offerti dalle famiglie o da fedeli devoti della Santa. I pirotecnici (furgulari) appartengono ad una famiglia scorranese (Mega), che da secoli si tramanda il mestiere da padre in figlio.

Luminarie: durante i giorni della festa patronale tutto il paese è addobbato con le luminarie che sono, da sempre, insieme con i fuochi artificiali, una delle peculiarità di questa festa. La tradizione degli addobbi con le luminarie è direttamente collegata con quella di epoca barocca, che a Scorrano è documentata almeno dal 1549. Comunque, va ricordata, accanto a questa, anche la tradizione di decorare gli interni della chiesa con stoffe pregiate, nastri dorati, fiocchi.