Da Tropea a Nola

Da Tropea a Nola

Da Tropea a Nola

Unitamente ai genitori, Santa Domenica viene denunciata al Proconsole di Calabria come nemica degli dei dell’Impero e seguace del Dio dei cristiani.

Il Proconsole ne informa subito l’Imperatore, il quale ordina che, persistendo essi nella fede, vengano subito a lui condotti.

Diocleziano soggiorna, in quel momento, a Nola in Campania, dove presiede con ferocia inumana alle cause più importanti dei cristiani che condanna a ignobili supplizi.

Il viaggio da Tropea a Nola fu dunque di molte giornate, reso ancor più duro dalle catene,dal vitto scarso e dagli strazi subiti.

Dovunque passavano, Domenica e i suoi genitori erano maledetti. Non si aveva compassione né dell’età dei genitori né di quella tenera e delicata della ragazza, e tanto meno avevano riguardo della nobiltà dei loro natali.

Eppure, non è possibile descrivere le sofferenze dei due genitori nel vedere la amabile figlia sotto il peso delle catene o la pena di Domenica vedendo il padre e la madre curvi e pallidi.

Ma Doroteo ed Arsenia confortavano la ragazza ricordandole che le pene si sarebbero convertite in gioia, mentre Domenica sosteneva le loro speranze, assicurando che non avrebbe temuto né lo sguardo dell’Imperatore, né l’atrocità dei tormenti e neppure il patibolo.